Autocertificazione di Residenza Storico

L’autocertificazione di residenza storico è il documento che attesta tutte le variazioni di indirizzo di abitazione territoriale comunale del dichiarante.

Secondo l’art. 46 del D.P.R. 445/2000 l’autocertificazione di residenza, così come tutti i modelli di autocertificazione, può essere redatta in carte semplice, è un documento esente da bollo e non occorre che la firma del dichiarante sia autenticata.

Certificato di Residenza Storico

Il certificato di residenza e lo storico di residenza sono due documenti che vengono rilasciati dall’Ufficio Anagrafe del comune. Si tratta di documenti che riportano informazioni relative alla residenza di un determinato soggetto, ma è importante capire quali sono le differenze.

Il certificato di residenza è un documento che attesta la dimora abituale attuale di un soggetto.
L’articolo 43 del Codice Civile specifica, infatti, che la residenza si trova nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale.
Lo Storico di Residenza, o certificato di residenza storica, invece, indica tutti i cambi di indirizzo, con le relative date, che sono stati effettuati da una persona all’interno del territorio comunale. Il certificato può quindi essere richiesto solo coloro che sono o sono stati residenti nel Comune.

La differenza tra i due certificati è quindi semplice da comprendere, il certificato di residenza attesta l’attuale residenza del cittadino, il certificato di residenza storico fa riferimento ai cambiamenti di residenza che si sono verificati nel tempo.

Autocertificazione di Residenza Storico

Lo storico di residenza è uno dei documenti che è possibile autocertificare. L’autocertificazione è, infatti, una dichiarazione, sottoscritta dall’interessato, che sostituisce i certificati rilasciati dalla Pubblica Amministrazione

L’autocertificazione di residenza può essere effettuata da
-Cittadini italiani
-Cittadini di Paesi che fanno parte dell’Unione Europea
-Cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno valido, relativamente a dati che sono verificabili dalla Pubblica Amministrazione.

L’autocertificazione di residenza può essere utilizzata nei rapporti con
-Le Amministrazioni Pubbliche, come scuole, uffici comunali, Prefettura e Camera di Commercio.
-I gestori di pubblici servizi, come Enel
In base a quanto stabilito dalla legge, D.P.R. 445 del 28/12/2000, questi soggetti sono infatti obbligati a accettare l’autocertificazione di residenza.
Le aziende private, invece, possono non accettare l’autocertificazione.

Modello Autocertificazione di Residenza Storico

Il modello di autocertificazione storico presente in questa pagina è messo a disposizione in formato Doc, il documento può quindi essere scaricato e modificato con Word o con un altro programma che supporta questo formato in modo molto semplice.
La struttura è piuttosto simile a quella dell’autocertificazione di residenza.

Compilare il documento risulta essere un’operazione veloce. Nel modello possiamo distinguere due diverse sezioni. Nella prima parte bisogna inserire i dati del dichiarante, come nome e cognome e data e luogo di nascita, mentre nella seconda parte è necessario inserire l’elenco delle residenze con le relative date.

Nel caso in cui il fac simile di autocertificazione di residenza storico sia inviata tramite posta o fax, è necessario allegare la copia di un documento di identità valido.

Ricordiamo che il dichiarante si prende la responsabilità civile e penale di quanto dichiarato con l’autocertificazione. Se i dati risultano essere falsi, il dichiarante, oltre che perdere i benefici ottenuti con l’autocertificazione, rischia sanzioni.

Bisogna quindi sempre verificare le informazioni presenti nell’autocertificazione.

Marco Govino

Funzionario nella Pubblica Amministrazione. Ho creato questo sito per aiutare i cittadini che vogliono utilizzare uno strumento utile come l’autocertificazione nel modo giusto.

Scarica il Modello di Autocertificazione