In questa guida proponiamo un fac simile autocertificazione estratto di matrimonio per rogito Word e PDF editabile e spieghiamo come utilizzare questo documento.
Indice
Autocertificazione Estratto Di Matrimonio Per Rogito con il Regime Patrimoniale
Quando il notaio prepara un rogito che coinvolge persone sposate deve certificare, con valore legale, due informazioni: la data e il luogo del matrimonio e, soprattutto, il regime patrimoniale scelto dalla coppia, perché da esso dipende la provenienza giuridica del bene e la sua circolazione successiva. Fino a pochi anni fa l’unico documento idoneo era l’estratto per riassunto dell’atto di matrimonio rilasciato dal Comune in cui l’evento è stato iscritto, un certificato che, oltre agli estremi anagrafici, riporta le eventuali annotazioni sul regime di comunione legale, sulla separazione convenzionale o sulla comunione convenzionale . Dal settembre 2020 le regole sono cambiate: con l’articolo 30-bis del decreto-legge 76/2020, poi convertito nella legge 120/2020, il legislatore ha modificato l’articolo 2 del D.P.R. 445/2000, estendendo alle transazioni tra privati l’obbligo di accettare le autocertificazioni. Tra i destinatari figurano espressamente i notai, considerati soggetti privati che esercitano una funzione pubblica. Da allora, quindi, chi deve stipulare un atto di compravendita può presentare al notaio una dichiarazione sostitutiva di certificazione che riproduce i dati dell’estratto di matrimonio, compresa l’indicazione della comunione o della separazione dei beni.
La base normativa del meccanismo è l’articolo 46 del D.P.R. 445, che include, fra le situazioni autocertificabili, lo stato civile e i dati contenuti negli atti di stato civile. Ne consegue che ogni coniuge può attestare, sotto la propria responsabilità penale, la data delle nozze, l’ufficiale di stato civile che ha redatto l’atto, l’attuale regime patrimoniale e ogni eventuale modifica intervenuta, senza più rivolgersi allo sportello demografico o pagare marche da bollo. Il modulo da usare è quello previsto dall’articolo 47, l’atto di notorietà, perché occorre inserire un contenuto descrittivo più articolato del semplice sono coniugato: bisogna precisare, per esempio, se la separazione dei beni è stata convenuta all’origine o con posteriore annotazione, indicando gli estremi dell’atto notarile o della dichiarazione resa dinnanzi all’ufficiale dello stato civile. Il notaio, quale pubblico ufficiale rogante, è tenuto ad acquisire quella dichiarazione agli atti del fascicolo; se ha dubbi sulla veridicità, deve applicare l’articolo 71 del medesimo D.P.R. 445 e chiedere al Comune conferma telematica dei dati, allegando l’assenso scritto del dichiarante. La richiesta viene evasa di solito in 24-48 ore tramite PEC, grazie a convenzioni stipulate dal Consiglio Nazionale del Notariato con l’Anagrafe Nazionale. Il controllo a campione non priva la dichiarazione della sua piena efficacia: serve solo a evitare che un falso in atto pubblico passi inosservato e a garantire che la pubblicità immobiliare rifletta con esattezza il regime patrimoniale.
L’autocertificazione diventa particolarmente utile quando i coniugi si sono sposati in un Comune diverso da quello di residenza o da quello in cui si trova l’immobile. Poiché il rilascio dell’estratto può richiedere fino a trenta giorni se l’archivio non è digitalizzato, la dichiarazione sostitutiva consente di fissare la data del rogito senza incertezze e di evitare proroghe dei termini contrattuali. L’effetto di semplificazione è stato riconosciuto dagli stessi uffici comunali, che nei loro avvisi alla cittadinanza ricordano come anche i soggetti privati, banche, assicurazioni, notai, avvocati, siano obbligati ad accettare le autocertificazioni.
Sul piano contenutistico, la dichiarazione deve indicare: il nome e cognome del dichiarante; il luogo e la data di nascita; la residenza; la data e il Comune di celebrazione del matrimonio; gli estremi di iscrizione nel registro degli atti di stato civile; la scelta patrimoniale originaria o la modificazione successiva, con riferimento all’atto notarile e alla data dell’annotazione. Va aggiunta la formula di consapevolezza relativa alle sanzioni penali per falso, prevista dall’articolo 76 del Testo Unico, e allegata la copia di un documento d’identità. Il notaio, una volta acquisita la dichiarazione, la menziona nel rogito, specificando che la parte «rende dichiarazione sostitutiva ai sensi degli artt. 46-47 D.P.R. 445/2000». Ciò basta a rendere opponibile ai terzi il regime patrimoniale inserito nell’atto pubblico. L’efficacia dell’autocertificazione non conosce limiti territoriali, perché la legge impone a tutti gli uffici pubblici di accettare documenti redatti in qualunque Comune italiano. Vale anche per i matrimoni celebrati all’estero e trascritti in Italia: il cittadino riporta nella dichiarazione la data di trascrizione e il Comune italiano competente, evitando di chiedere l’estratto al consolato o al ministero. Nei casi particolari di unioni civili o di convivenze di fatto registrate, si utilizza la stessa disciplina, con l’avvertenza che il notaio ha comunque il dovere di verificare se la comunione dei beni sia stata convenuta espressamente, dato che per le unioni civili la regola è la separazione.
Il regime patrimoniale incide anche sulle volture catastali: se i coniugi sono in comunione, l’immobile acquistato confluirà pro quota in capo ad entrambi; se sono in separazione, il bene resterà di esclusiva titolarità del coniuge acquirente. Per tale ragione l’autocertificazione viene materialmente allegata al modello telematico di presentazione al Catasto, così che l’Agenzia delle Entrate possa registrare correttamente le intestazioni. La stessa Agenzia, nelle istruzioni per la registrazione degli atti, ricorda che l’autocertificazione sostituisce il certificato, purché riporti il regime patrimoniale e sia firmata in originale o con firma digitale.
Un aspetto delicato riguarda la responsabilità per dichiarazione mendace. Chi afferma falsamente di trovarsi in separazione dei beni, facendo risultare un immobile di proprietà esclusiva anziché in comunione, commette reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale (art. 483 c.p.) e può incorrere, oltre che in sanzioni penali, nell’azione di annullamento o di riduzione per lesione che il coniuge pretermesso può promuovere. Se, al contrario, la dichiarazione omette di menzionare la convenzione di separazione e l’immobile viene intestato a entrambi, l’errore potrà essere corretto solo con un atto di rettifica notarile e una nuova presentazione al Catasto, con relativi costi aggiuntivi. Il principio di autoresponsabilità, cardine dell’autocertificazione, impone quindi accurate verifiche preventive: basta una telefonata all’ufficio di stato civile per accertare quale annotazione risulti nei registri.
Quanto alla validità temporale, l’autocertificazione, diversamente dal certificato, non scade mai, perché la legge non prevede un termine di efficacia per le dichiarazioni sostitutive; resta tuttavia ferma la regola generale secondo cui il contenuto deve essere veritiero al momento dell’uso. Se tra la data di sottoscrizione e la stipula del rogito si verifica un cambio di regime (ad esempio i coniugi stipulano la separazione dei beni), la parte deve aggiornare la dichiarazione o rilasciarne una nuova; diversamente incorre nelle stesse responsabilità penali del falso.
La pratica professionale conferma che la stragrande maggioranza dei notai accetta oggi le autocertificazioni, riservandosi di effettuare controlli a campione tramite l’Anagrafe Nazionale o il Comune competente. Questo consente agli studi notarili di velocizzare l’istruttoria, abbattere i costi vivi per la clientela e ridurre il contenzioso con i Comuni per ritardi nella consegna dei certificati. Il quadro si completa con l’accesso dei soggetti privati ai sistemi di verifica telematica: l’articolo 71, comma 4, del D.P.R. 445 consente al notaio di chiedere conferma dei dati via PEC, previa autorizzazione del dichiarante, chiudendo così ogni possibile margine di incertezza.

Modello Autocertificazione Estratto di Matrimonio Per Rogito Word
Il fac simile autocertificazione estratto di matrimonio per rogito Word può essere scaricato e modificato sul proprio computer in modo da adattarlo alle proprie esigenze.
Modulo Autocertificazione di Estratto di Matrimonio Per Rogito PDF Editabile
Il modulo autocertificazione estratto di matrimonio per rogito PDF editabile può essere compilato inserendo le informazioni che sono state indicate in precedenza.

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